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Come confrontare ETF e fondi comuni

Il metodo per confrontare ETF e fondi su basi comparabili: performance normalizzata, rendimenti rolling, correlazione e confronto testa a testa.

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Come confrontare ETF e fondi

Due strumenti con lo stesso obiettivo, azionario globale per esempio, possono avere partenze diverse, valute diverse, costi diversi. Guardare solo il rendimento dell'ultimo anno porta quasi sempre alla conclusione sbagliata. Confrontare ETF e fondi comuni in modo corretto significa metterli sulla stessa base di partenza, guardarli su più finestre temporali, e capire quanto si muovono insieme prima di scegliere.

ETF e fondi comuni: cosa cambia davvero

Un ETF si scambia in borsa per tutta la giornata, come un'azione: puoi comprarlo alle 10 e venderlo alle 15, a un prezzo che si forma continuamente sul mercato. Un fondo comune si valorizza una volta al giorno: chi sottoscrive o rimborsa quote riceve il NAV calcolato a fine giornata, senza sapere in anticipo il prezzo esatto di esecuzione.

La seconda differenza è il costo. Non è una regola assoluta, ma è una tendenza forte: gli ETF a gestione passiva e i fondi indicizzati hanno strutturalmente TER più bassi, perché replicano un indice invece di pagare un team che sceglie i titoli. I fondi a gestione attiva, quelli che provano a battere il mercato, costano di più in media, indipendentemente dal fatto che ci riescano. Un TER dello 0,20% l'anno, tipico di molti ETF indicizzati, e un TER dell'1,5% di un fondo attivo comune raccontano due strutture di costo diverse, non due qualità diverse dello stesso prodotto.

Terza differenza, meno discussa ma reale: gli ETF pubblicano la composizione del portafoglio quasi ogni giorno, i fondi comuni più spesso solo trimestralmente. Sai cosa possiedi con più frequenza nel primo caso.

C'è poi il modo in cui un ETF replica l'indice. La replica fisica compra davvero i titoli che compongono il paniere, o un campione statisticamente rappresentativo se il paniere è troppo ampio per essere replicato per intero. La replica sintetica, più diffusa su indici di nicchia o mercati difficili da comprare direttamente, usa uno strumento derivato per ottenere lo stesso rendimento senza detenere i titoli sottostanti. Nessuna delle due è automaticamente migliore: la sintetica introduce un rischio di controparte in più, la fisica su mercati poco liquidi può costare più in scostamento dal benchmark.

Nessuna di queste differenze dice da sola quale scegliere. Un fondo attivo con TER più alto può giustificarsi se batte l'indice al netto dei costi, ma è un'affermazione da verificare caso per caso sui dati, non da assumere.

Perché il prezzo secco non basta: la performance normalizzata

Mettere a confronto due grafici di prezzo con scale diverse, un ETF a 45€ e un fondo a 210€, inganna l'occhio anche quando i numeri sono corretti. La performance normalizzata risolve il problema riportando ogni strumento allo stesso punto di partenza, zero, e mostrando la crescita cumulata da lì in poi. Chi ha reso di più lungo tutto il periodo si vede a colpo d'occhio, indipendentemente dal prezzo assoluto di partenza.

Il periodo scelto cambia la risposta. Un ETF e un fondo confrontati sugli ultimi tre anni possono dare un vincitore, e lo stesso confronto sugli ultimi dieci un vincitore diverso: nessuno dei due numeri è sbagliato, raccontano finestre diverse. Per questo un confronto serio guarda più di un periodo, non solo quello che per caso favorisce lo strumento che si preferisce già.

Rendimenti rolling: evitare di giudicare su un solo periodo

I rendimenti rolling scompongono la storia in tante finestre mobili della stessa lunghezza, un anno, tre, cinque, e calcolano il rendimento annualizzato per ciascuna, spostando la finestra di un passo alla volta lungo tutta la serie. Il risultato non è un singolo numero ma una linea che mostra come è cambiata la performance annualizzata nel tempo.

La differenza pratica: un fondo può avere il miglior CAGR degli ultimi dieci anni grazie a due anni eccezionali, mentre per il resto del tempo è rimasto indietro. I rendimenti rolling smascherano questo scenario, un rendimento a lungo termine forte ma trainato da poche finestre fortunate, che il solo numero finale nasconde.

Testa a testa: winrate e confronto a coppie

Con due o più strumenti caricati sullo stesso periodo, il confronto diretto risponde a una domanda precisa: quante volte, su tutte le finestre rolling comparabili, uno strumento ha battuto l'altro? Un fondo con un winrate del 60% è stato il migliore in sei finestre su dieci.

Con tre o più strumenti in confronto, la classifica generale non basta a rispondere a "chi batte chi": serve il confronto a coppie, una matrice che mette ogni strumento contro ogni altro, uno alla volta. Un fondo può avere un winrate generale modesto e battere sistematicamente proprio il concorrente diretto che ti interessa: la matrice lo mostra, la classifica aggregata no.

Correlazione: quanto si muovono insieme

Prima di sostituire un fondo con un ETF, o di tenerli entrambi in portafoglio, vale la pena guardare la loro correlazione. Un coefficiente vicino a +1 significa che i due strumenti salgono e scendono quasi sempre insieme: possedere entrambi aggiunge poca diversificazione reale, anche se sulla carta sembrano due scelte distinte. Più il coefficiente si allontana da +1, più il secondo strumento porta qualcosa di diverso nel portafoglio, non solo un duplicato con un nome differente.

Metriche risk-adjusted: quanto rendimento per quanto rischio

Sharpe, Sortino e Calmar rispondono a una domanda che il solo CAGR non pone: quanto rendimento hai ottenuto per l'unità di rischio che hai sopportato. Due fondi con lo stesso rendimento possono avere avuto un percorso molto diverso, uno quasi piatto, l'altro con oscillazioni ampie o un crollo profondo a metà strada. Le tre metriche isolano proprio quella differenza.

Lo Sharpe divide il rendimento in eccesso sul tasso privo di rischio per la volatilità totale; il Sortino fa lo stesso ma conta solo le oscillazioni verso il basso, quindi premia chi sale spesso e scende di rado; il Calmar confronta il rendimento con il drawdown massimo. Per Sharpe e Sortino un valore tra 1 e 2 è considerato buono, sopra 2 ottimo; per il Calmar la soglia è più bassa, tra 0,5 e 1 buono, sopra 1 ottimo.

Quando confronti due o più strumenti, guarda se le tre metriche raccontano la stessa storia. Non basta il numero più alto in assoluto. Uno strumento con Sharpe alto e Calmar basso ha reso bene in media, ma con un drawdown pesante da qualche parte nel percorso: la volatilità totale non lo mostra, il Calmar sì. Per il dettaglio di ciascuna metrica e quando preferire l'una all'altra, vedi la guida Sharpe, Sortino e Calmar Ratio spiegati.

Un esempio numerico

Due strumenti azionari globali, stesso indice di riferimento sulla carta. L'ETF A ha un TER dello 0,15% e replica fisicamente l'indice. Il fondo B, a gestione attiva, ha un TER dell'1,2% e prova a selezionare i titoli migliori all'interno dello stesso universo.

Sui rendimenti rolling a cinque anni, il fondo B vince in 7 finestre su 10, un winrate del 70%: nei periodi in cui la selezione attiva ha funzionato, ha effettivamente sovraperformato l'indice. Sul rendimento cumulato dell'intero periodo però, al netto del TER più alto pagato ogni anno, il vantaggio si assottiglia fino quasi ad azzerarsi. La correlazione tra i due è comunque alta, 0,92: anche quando il fondo attivo vince, il grosso del suo movimento resta spiegato dallo stesso mercato che segue anche l'ETF.

Questo è un esempio costruito per mostrare come si combinano le tre letture, rendimenti rolling, performance cumulata e correlazione, non il confronto tra due strumenti reali: il risultato effettivo dipende dai dati che carichi.

In BacktestFolio

La sezione Analisi ETF/Fondi allinea le cinque letture di questa guida sugli stessi strumenti e sullo stesso periodo: Performance Normalizzata per il confronto cumulato dal punto di partenza comune, Analisi Rendimenti Rolling per vedere come cambia il rendimento annualizzato finestra dopo finestra, Confronto diretto (Winrate & Pairwise) per il testa a testa, la matrice di correlazione per capire quanta diversificazione reale aggiungono l'uno rispetto all'altro, e le metriche risk-adjusted, Sharpe, Sortino, Calmar, per il rendimento in rapporto al rischio preso.

Puoi provarla gratis nella sezione Analisi, caricando due o più strumenti tramite ticker o ISIN.

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